Il modello basato sulla corrispondenza cartacea è arrivato al tramonto, anche nei paesi in cui ha una tradizione storica e culturale rilevante per l’identità nazionale, come negli Stati Uniti. Qui, lo USPS (United States Postal Service), non solo ha perso il ruolo di ‘connettore’ tra i cittadini, ma perde anche un mare di soldi.
In 5 anni (2007-2011), il volume di corrispondenza è sceso da 212 milioni a 168 milioni di pezzi (-21%), nello stesso periodo i pacchi scendono del 26%, mentre le riviste solo del 19%. Delle 12 categorie di attività, solo 2 hanno fatto registrare un incremento ma pesano meno del 2% dei ricavi complessivi.
A fronte dell’inarrestabile collasso nell’attività, USPS cerca di dimagrire: è riluttante a tagliare i suoi 36mila uffici postali, ma ha tagliato le buste paga: i dipendenti, che erano 786mila nel 2007, oggi sono 140mila in meno (-17,8%) e si prevedono ulteriori tagli di 120mila unità (18%), oltre alla chiusura di 3.500 offici postali (10%).
D’altra parte, le perdite degli ultimi 3 esercizi sono state di ben $ 17,4 miliardi che il governo USA ha ripianato solo per $ 9 miliardi, per cui il deficit ha raggiunto quest’anno $ 19 miliardi.
Senza il salvagente offerto dai servizi di pagamento, assediato dai corrieri privati nelle consegne dei pacchi e minacciato dalla trasformazione tecnologica, il servizio postale sembra destinato a una fine ingloriosa: una costosa irrilevanza.
